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Luglio: il mercato sconta tutto?


Decisamente non lo avevano previsto. Di chi parliamo? Del Fondo Monetario Internazionale.

Aprile 2020. In pieno COVID-19 vengono diffuse le stime di crescita globale, un poco incoraggiante -3% del PIL per il 2020 a livello globale.

Tanto per dare qualche numero, parliamo di recessione tecnica quando il PIL di un Paese o di una determinata zona geografica presenta un dato negativo per due trimestri consecutivi. Ad aprile il PIL del primo trimestre dei vari Paesi ha evidenziato un dato negativo (inferiore allo zero) per tutti, e considerato che il secondo trimestre vedrà un ulteriore calo, possiamo confermare che siamo tecnicamente in recessione.

Forse, però, dovevamo ancora avere il quadro completo. Infatti come mostrano le nuove stime del Fondo Monetario Internazionale per il 2020, aggiornate a giugno, a livello mondiale passiamo dal -3% previsto ad aprile al -4.9% di giugno.

Fonte: Fondo Monetario Internazionale

Ora, se il Fondo Monetario aggiorna le proprie stime con un errore del 63% rispetto alle previsioni di 2 mesi fa, decisamente qualche grado di cautela in più dobbiamo averlo.

Quando si dicei mercati scontano tutto nei prezzi” (facendo riferimento alla variazione del prezzo di un’azione che tiene conto di tutto quello che riguarda l’azienda stessa e il mercato in ogni singola giornata di contrattazioni) solitamente è vero per il 99,9% delle volte, capita tuttavia che in situazioni come queste ci possano essere effetti collaterali imprevisti, a testimonianza del calo generalizzato mercoledì 24 giugno proprio all’uscita dei dati aggiornati, il che ha fatto chiudere tutta la settimana in negativo.

Fonte: Investing.com

Quindi come sempre dobbiamo chiederci come guardare i mercati quando pensiamo ai nostri portafogli, e qui per aiutarci possiamo distinguere 2 tipologie di investitori:

  1. Il primo, che chiameremo “Marco”, ha una strategia iniziale di asset allocation, imposta il portafoglio con le percentuali di asset mix (azionario, obbligazionario, materie prime, liquidità) e gestisce in chiave tattica eventuali contesti di mercato (negativi o positivi). Risultato, avendo pianificato bene e con anticipo, riesce a raggiungere i suoi primi obiettivi finanziari in un arco temporale di qualche anno
  2. Il secondo, che chiameremo “Antonio”, non ha una strategia, entra ed esce dai mercati a seconda di come cambiano, solo che ha un piccolo problema: arriva sempre troppo presto o troppo tardi, perciò nel giro di qualche anno il suo capitale è notevolmente inferiore rispetto al punto di partenza. Guarda le Borse almeno 5 volte al giorno, il che lo rende nervoso anche nella sua quotidianità. “In Borsa è tutto una truffa, guadagnano solo i pezzi grossi”, dice

Ora, che tipo di investitore volete essere è una vostra decisione, ma come sempre vi invito a leggere la storia delle diverse crisi finanziarie e rendervi conto di alcune cose ben definite:

  • Momenti come questo (COVID-19, crisi del 2008, bolla dotcom) sono eventi imprevedibili e potrebbero capitare ancora
  • L’unico “pasto gratis”, l’unica cosa che davvero potete prevedere, è come suddividere il vostro portafoglio iniziale (asset allocation) per minimizzare i rischi

In tutto questo, restano ancora nel breve termine numerosi punti interrogativi, tra cui l’andamento del COVID-19 a livello mondiale (Brasile, Stati Uniti, India e UK sono ancora in situazioni molto complicate lato contagi), il mercato del lavoro che stenta a riprendersi (pensiamo alle richieste di sussidi di disoccupazione americane arrivate a quasi 50 milioni), e l’efficacia delle misure di banche centrali e governi incomplete (soprattutto in Europa, dove la decisione in merito al recovery fund è stata rinviata ancora una volta).

È vero che le sorprese di questi tempi non finiscono mai, vedi quanto accaduto in Germania con il fallimento di Wirecard. Proprio per questo, parlando di diversificazione, provate a pensare ai diversi effetti su un portafoglio dove una singola azione pesa 1-2% massimo del totale, ed un altro portafoglio dove una singola azienda pesa il 15-20%: potete ben comprenderne i diversi effetti ma soprattutto quanti anni di guadagni (se ci saranno) necessari a recuperare la perdita.

Adesso quindi dove dobbiamo volgere il nostro sguardo da investitori per le prossime settimane? Molto semplice, sugli utili aziendali. Infatti nel mese di luglio saranno diffusi a livello globale gli utili aziendali del secondo trimestre 2020, e ci aiuteranno a capire che tipo di situazione dovremo aspettarci.

Ora, questo non vuol dire che dovremo abbandonare i mercati, che tutte le aziende saranno in procinto di fallire, o che il mondo finirà domani, solo che dovremo scegliere che tipo di investitore essere e variare parzialmente la nostra asset allocation tattica.

Alla prossima!


Articolo a cura di Colazione a Wall Street, questa pubblicazione e le fonti riportate sono frutto esclusivo dell'esperienza e del libero pensiero dell'autore. Oval non fornisce consulenza finanziaria, il tuo capitale è a rischio, le performance passate non sono indicative della rendita futura.

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