Start Now, Download Oval. App Store Google Play

Discover tips and tricks on how to save and invest money by Oval Money

Tra i regali di Natale e la missione Santa Pay, potrai contare su qualche fondo extra per iniziare l'anno: come li spenderai? Preferiresti partire per un viaggio o comprare una giacca firmata durante i saldi? Dormire sotto le stelle in un tenda nel deserto o comprare un televisore nuovo? Correre una maratona o cambiare auto?

Se in nessuno di questi casi hai scelto oggetti materiali, prediligendo esperienze potenti e emozionanti, allora sappi che sei a pieno titolo un NOwner: una persona meno interessata ai beni materiali di quanto non sia interessata al provare emozioni.

Un fenomeno generazionale


Essere NOwner è una delle caratteristiche tipiche dei Millennials che, a differenza della generazione dei loro genitori, sembrano non essere interessati a collezionare cose, quanto a collezionare esperienze, emozioni, ricordi.


La ragione di questa fondamentale differenza di approccio tra i 30-40enni di oggi e i loro genitori ha radici soprattutto sociologiche e culturali. Chi è nato negli anni ‘50 e ‘60 (la generazione dei Baby Boomers) ha vissuto un periodo di espansione economica senza precedenti, che mai più si è ripetuto. Questo ha fatto sì che la loro vita lavorativa fosse particolarmente solida (il precariato è faccenda degli ultimi 10/15 anni) e che il loro modo di spendere fosse più leggero, spensierato, ottimista, come del resto c’era da aspettarsi dalla prima generazione della storia baciata dalle dolcezze del consumismo.

Per i loro figli, i Millennials, che oggi hanno tra i 25 e i 40 anni, le cose nell’economia e nel lavoro sono andate diversamente. E si vede, con chiarezza, nel modo in cui scelgono di spendere quel che guadagnano. Quel che si nota, soprattutto, è che i giovani adulti di oggi cercano esperienze invece che oggetti. A dirlo è, oltre che l’esperienza diretta di ognuno di noi, anche la statistica.

“Sei quel che vivi, non quel che possiedi!”

Secondo una ricerca pubblicata da Forbes, il 75% dei millennials americani risparmia non per comprare oggetti (che probabilmente hanno già), ma esperienze che diano una felicità duratura.


Non solo. La psicologia sembra pensarla nello stesso modo: "Tra i nemici della felicità c'è l'adattamento" - ha scritto il professor Thomas Gilovich che ha condotto uno studio trentennale sui meccanismi di appagamento. "Acquistiamo cose per essere felici, e ci riusciamo anche. Ma solo per un po'. I beni materiali ci entusiasmano solo all'inizio, poi ci adattiamo alla loro presenza. Per di più occorre considerare che a differenza degli oggetti le esperienze diventano parte integrante della nostra identità. Non siamo ciò che possediamo, ma siamo l'insieme di tutto quello che abbiamo visto e fatto, dei posti in cui siamo stati.”

Anche il social vuole la sua parte

Da ultimo, a far scegliere di vivere emozioni ed esperienze invece che di comprare cose, è anche la possibile eco che queste possono avere sui social. Fare cose crea engagement, comunità, empatia. Lo sanno bene gli influencer, che raramente postano semplici foto di oggetti, accostando all'oggetto specifico un'esperienza o un momento che aiuti a contestualizzarlo. Ma, senza andare troppo lontano, lo sa anche chiunque abbia un profilo social: se doveste scegliere una foto da postare, preferireste un tramonto o un televisore nuovo? Ecco, appunto.

A me piace fare…

Assodato che i Millennials preferiscono vivere le cose invece che comprarle, quali sono le attività che amano di più? Eccone alcune.

  1. Viaggiare: per i 30 - 40enni di oggi viaggiare non è un optional ma un’esigenza primaria, una specie di obbligo. Un bisogno da cui non si può prescindere, come mangiare o dormire. Appena possibile, prendono il biglietto di un volo, magari low cost, e fanno la valigia (o meglio ancora, lo zaino). Non importa che la meta sia lontana o vicina, a patto che sia poco battuta dal turismo di massa.
  2. Camminare: poche cose danno ai millennials la gioia che dà la fatica soddisfatta che si prova al fine di un lungo cammino. Si spiega così, con la ricerca di questo misto tra soddisfazione e mal di gambe, il boom dei cammini (quello di Santiago su tutti, ma anche altri itinerari meno battuti, come l’italiana Via Francigena).
  3. Imparare: chi può si iscrive all’Università e torna sui libri, frequenta un master, segue un MOOC o studia una nuova lingua. Un vero millennial non finisce mai di imparare.
  4. Rischiare, ma senza pericoli: non dite mai a un millennial che non può fare qualcosa, che sia free-climbing, canyoning, parapendio, bungee jumping…
  5. Fare volontariato: i millennials hanno una coscienza sociale ed ambientale molto più spiccata delle generazioni che li hanno preceduti. Per questo sanno che dare le proprie energie agli altri, si tratti di persone o di una causa in cui si crede particolarmente, arricchisce l'animo. Così, spesso li trovi a pulire spiagge, servire alla mensa dei poveri, lavorare in Croce Rossa….Non si tirano mai indietro!

    E tu, quali esperienze stai pianificando per questo nuovo anno?

Scarica l'app

#BeMoneyWise

App Store Google Play