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Se le borse si preparano a ballare, quelli bravi non si fanno prendere dal panico.
Chi segue i notiziari finanziari si sarà accorto dei segnali di incertezza che arrivano da parte degli analisti.

È il caso di farsi prendere dal panico?

La risposta è no.

Cosa c’è di vero nelle previsioni di crisi?

Per ora, come spesso accade in finanza, di vero e concreto non c’è nulla. Esistono solo segnali, analisi e previsioni.

Il più importante di tutti è arrivato dal Fondo Monetario Internazionale (l’organismo incaricato di vigilare sulle economie di 189 Paesi). I responsabili economici dell’istituto hanno rivisto al ribasso le previsioni di crescita per il 2019 e per il 2020. In particolare ci si aspetta che il PIL globale cresca quest'anno solo del 3% (precedenti stime puntavano al 3,2%), mentre per il 2020 ci si aspetta una crescita del 3,4% invece che 3,5%.

Un rallentamento sincronizzato

Tra le cause di quello che l’FMI ha definito “rallentamento sincronizzato”, il che significa diffuso su scala mondiale (come del resto è ovvio in un’economia interconnessa come è quella attuale), alcune sono, come molto spesso nella finanza, piuttosto imponderabili. Altre però sono note e conoscibili. E come tali possono essere corrette, aggiustate, sistemate, evitate.

A preoccupare più di tutto l’FMI è la guerra commerciale tra USA e Cina. Solo questa voce pesa, secondo il Fondo Monetario, per lo 0,8% del PIL del 2020. Un dato molto importante.

Il fatto che due tra le principali economie del mondo (una, la Cina, è il maggior esportatore, l’altra, gli USA, il maggior importatore) abbiano deciso di fermare le loro relazioni commerciali ha avuto, e potrebbe avere in futuro, enormi ripercussioni sugli scambi in tutto il mondo. In particolare potrebbe pesare sul settore manifatturiero, oltre che su quello agricolo (gli USA producono soia, la Cina importa soia), e su quello dei servizi (strettamente collegato alla produzione manifatturiera).

Cose per cui dormire sereni

A suggerire cautela sì, ma non panico, è l’FMI stesso che, nella sua analisi, ha sottolineato come l'economia sia stata relativamente messa al sicuro dalle politiche monetarie della Banca Centrale Europea (il quantitative easing di Mario Draghi) e da quello della Federal Reserve americana.

Questo indica una grande differenza rispetto alla crisi del 2008 (il cui spauracchio si sente evocare da più parti), quando il tracollo delle borse si accompagnò a un periodo di austerity e di mancanza di liquidità. Ora le cose sono diverse, le banche centrali hanno preso a far circolare di nuovo liquidi così da mettere al sicuro stati e cittadini. Senza la liquidità immessa dalle banche centrali, infatti, le stime di crescita sarebbero risultate ridotte di un ulteriore 0,5% sia quest'anno sia il prossimo.

Decisioni fondamentali

Per quanto le banche centrali possano molto, non possono tutto. Perché la finanza mondiale dipende molto dalle decisioni di politica economica dei singoli Paesi. In quest’ottica vanno lette le dichiarazioni del capo degli economisti FMI Gita Gopinath secondo cui: "Le prospettive globali restano incerte. E’ dunque importante che le autorità politiche prendano ad agire per ridurre l'incertezza e cooperare per un raffreddamento delle tensioni”.

La speranza dell’FMI (e di tutti gli investitori)

Alla luce di questi dati è del tutto evidente che gli occhi del mondo sono puntati sul Presidente USA Donald Trump e su quello cinese XI Jinping. Tra i due, di recente, si sono visti segnali di distensione. In particolare, poche settimane fa è stato stilato un accordo (che dovrà essere firmato nei prossimi giorni) che prevede di allentare la stretta sui dazi. Secondo la bozza di accordo, la Cina riprenderà a importare materie prime agricole (in particolare soia) e gli USA, in cambio, sospenderanno l’aumento delle tariffe.

Se le cose andranno buon fine, o se, come ci si augura, Cina e USA dovessero arrivare a sospendere le ostilità riscrivendo accordi commerciali di scambio, le cose, per l’economia mondiale e, a cascata, per quella delle nostre case, potrebbero riprendere a girare per il verso giusto.

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