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Alla fine è successo. Il 2019 della finanza ha preso forma, assumendo l’aspetto di un anno turbolento ma, allo stesso tempo, solido. Le scosse di assestamento non sono mancate, ma i mercati hanno dato segno di essere in grado di resistere.

Se così non fosse, difficilmente gli eventi politici ed economici di queste ultime settimane (settembre sarà un mese difficile da dimenticare) sarebbero potuti passare senza conseguenze.

Come stanno andando i mercati?

Abbiamo delle buone notizie. Nonostante la turbolenza delle ultime settimane, i mercati hanno reagito con misura. Pochissime e lievi le perdite, costanti i guadagni.

Dall’inizio dell’anno i saldi dei principali indici di Borsa sono tutti positivi : sia gli americani (Dow Jones,+16%; l’S&P500+19%; Nasdaq, +24%) sia gli europei (lo Stoxx Europe 600,+15%) sia gli italiani (Piazza Affari è cresciuta del 19%).


Quello che le borse non si aspettavano (ma temevano)

1. L’attacco a Abqaiq

L’attacco militare all’impianto di produzione di petrolio arabo Abqaiq, da cui proviene il 5% della produzione mondiale, ha sorpreso i mercati di tutto il mondo. L’attacco potrebbe avere ripercussioni (per ora, per fortuna, scongiurate) sul prezzo del carburante, e altrettanto pesanti effetti sull’equilibrio politico e militare di tutta le regione, visto che Arabia Saudita e USA accusano l’Iran di essere l’autore dell’attacco.

2. Lo stallo di Brexit e lo schiaffo della Corte Suprema a Boris Johnson

A meno di un mese dalla data fissata (di nuovo) per l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, e a pochi giorni dalla scelta della Corte Suprema di definire illegittima la chiusura del Parlamento voluta da Boris Johnson, nessuno è ancora in grado di dire cosa succederà a Londra e dintorni. Nemmeno i mercati, che non azzardano previsioni e scelgono una prudente stasi.

3. La procedura di Impeachment contro Donald Trump

La terza grande incognita che si è aperta a settembre riguarda la procedura di Impeachment a Donald Trump, accusato di aver commesso un grave abuso di potere ricattando il presidente dell’Ucraina Vladimyr Zelensky. Secondo le accuse Trump avrebbe promesso aiuti economici a Kiev in cambio dell’apertura di un’inchiesta su Hunter Biden, figlio del candidato democratico alla Presidenza, Joe.
Le conseguenze di questo scandalo non riguardano, come è facile intuire, solo Trump, che rischia di essere messo sotto processo dal Congresso, ma anche i Democratici e, come è facile intuire, la figura di Joe Biden, che benché appaia solo una vittima della macchinazione di Trump, è già sceso nei sondaggi.

Quello che le borse si aspettavano (e desideravano)

1. Rinnovo del QE in Europa

La Banca Centrale Europea ha annunciato il nuovo massiccio piano di acquisti di titoli di stato dei Paesi Europei. La misura era, da un lato, molto attesa e data quasi per scontata; dall’altro ha sorpreso gli investitori, sia per l’ammontare di titoli che saranno acquistati mensilmente (meno del previsto: 20 miliardi contro i 30-40 che ci si aspettava) e soprattutto per la durata, indeterminata, del piano.

2. Il taglio dei tassi della Fed

La Federal Reserve americana ha tagliato di 2% i tassi di interesse sul costo del denaro. Si tratta di una misura piuttosto controversa: chi la critica sostiene sia un favore a Trump e alla sua prossima campagna elettorale, chi la appoggia, invece, ritiene che in questo modo i conti americani saranno al riparo dagli eventuali scossoni della prossima campagna elettorale.

3. Il Governo Conte Bis

Al di là del giudizio politico che se ne può avere, le borse (che come detto altre volte non ‘fanno il tifo’ per nessun partito, solo per la stabilità di governo) hanno dato segno di apprezzare molto il cambio di maggioranza in Italia. Lo spread, che dà un’idea della fiducia dei mercati nel nostro Paese, per esempio è ora stabile attorno ai 140, ossia la metà esatta di quello che era a maggio, quando aveva superato i 300.

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