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Quando eri piccolo, chi arrivava a casa tua? La fatina dei denti o il topolino? E poi: arrivava solo per il primo dente o per tutti? E ora che hai figli, come ti regoli?

Nella casa di chi scrive arrivava il topolino, che, per altro si fece vivo solo per il primo dente caduto e poi buonanotte ai suonatori. A onor del vero, anche se si fece vivo una sola volta, fu molto generoso perché si premurò di lasciare soldi (di carta!) non solo sotto il mio cuscino ma sotto quelli di tutti i nonni, zii e parenti vari. Un topolino efficace, non c’è che dire.

Da allora, da quella visita del roditore, sono passati molti anni e ogni volta che sono andata dal dentista, nessuno mi ha dato un soldo. Anzi, ce li ho messi io.

Per di più, con il tempo, mi sono ritrovata a pensare a come fare per vestire al meglio, a mia volta, i panni di topolino (o di fatina) per il primo dente caduto di mio figlio. Come fare? Quanto lasciare? Un euro? Due? O 10, ma solo una volta?

In America c’è un indice per tutto: anche per il valore dei denti

Domande a cui non sapevo rispondere, ma in mio soccorso è arrivata una ricerca, pubblicata negli Stati Uniti da Delta Dental, una compagnia di assicurazione specializzata in cure dentistiche.

Ogni anno, dal 1998, la DD si premura di pubblicare il Fairy Tooth index, ossia l’indice di quanto vale un dentino in termini di mance, valutandolo con un campione statistico di circa 1000 famiglie diverse per ceto sociale, città e cultura.

Quanto vale un dente?

I risultati hanno indicato che, nel 2019, la fatina dei denti (la ricerca è compiuta in America, e lì non esiste il topolino), lascia una media di 2,20 dollari per dente, per ogni dente caduto. Il dato, vi spiacerà sapere, è in netto calo rispetto al 2017, quando la ‘quotazione’ di ogni dentino da latte raggiunse i 4,50 dollari, la più alta da quando esiste l’indice (era 1,50 dollari nel 1998).

Più del denaro, conta il ricordo

Il dato è, sociologicamente parlando, più interessante di quanto si possa credere, perché rivela che la disponibilità a dare mance ai figli cresce indipendentemente dal potere di spesa: aumenta e diminuisce in modo molto più drastico di quanto faccia l’indice di borsa SP500.

La rubrica Planet Money di NPR ha provato a spiegare questa sproporzione teorizzando che l'aumento del prezzo dei denti rispetto all'inflazione è dovuto al fatto che quando i fondi sono più disponibili, la spesa tende ad aumentare verticalmente nelle aree che le persone apprezzano maggiormente, come appunto la creazione di ricordi preziosi per i figli. Un bene durevole, che, in teoria, se coltivato bene, si rivaluta nel tempo e ci ripaga, abbondantemente, di quanto speso. In sostanza, un buon affare.

Bisogna lasciare per forza dei soldi?


Non per forza. In giro per il mondo esistono molte tradizioni affascinanti.

Assodato che vestire i panni di fatina mi sarebbe costato circa 2 euro (una cifra tutto sommato abbordabile) mi sono chiesta se fosse obbligatorio lasciare soldi. O se non fosse il caso di cercare qualcosa di meno prosaico e più romantico, per celebrare l’ingresso di mio figlio nel mondo dei denti definitivi.

Così in cerca di risposte ho ben pensato di dare un’occhiata al “Throw Your Tooth on the Roof: Tooth Traditions from Around the World” di Selby Beeler, che ha raccolto tradizioni e leggende legate alla caduta del primo dente in giro per il mondo (se vi va, lo trovate in vendita qui). Ho scoperto così che questa faccenda di topi, monete e fatine è tutta occidentale. O meglio, europea, nella versione con il topolino, americana in quella con la fatina. Altrove però, esistono tutt’altre tradizioni.

I soldi son desideri

Così facendo ho scoperto, per esempio, che in Turchia è d’uso che i genitori seppelliscano il dentino del loro figlio ed esprimano un desiderio per il suo futuro.

Nelle Filippine invece, a seppellire il dentino è il bambino stesso, ma con una variazione sul tema: dopo un anno, il bambino deve tornare nel luogo in cui ha seppellito il dentino ed espresso il desiderio. Se, dopo un anno, il bambino riuscirà a ritrovare il suo dente, avrà diritto a un altro desiderio. E lo stesso l’anno successivo, e poi quello ancora, in un rito che si moltiplica, potenzialmente a vita.

In Sri Lanka e in Libano, invece, c’è sempre la tradizione di esprimere un desiderio, ma dopo aver gettato il dentino il più lontano possibile, magari in mare.

Che ne dite di un pollo?

La mia tradizione preferita, però, l’ho trovata in Mali: lì, il primo dentino viene lanciato nel pollaio, e il giorno seguente, si prende uno dei polli che hanno beccato il dente e lo si cucina per tutti.

Sarò sincera, quest’ultima tradizione mi è parsa la più suggestiva: è fatta di condivisione e presume che, per mangiare il pollo in questione, si riunisca tutta la famiglia, inclusi nonni, zii, amici. Un bel modo per rendere collettivo un rito che, altrimenti, è solo individuale - e trasformarlo in una festa.

Solo che vivo a Milano, e un pollaio non ce l’ho. Così, alla fine, credo che opterò per una moneta da due euro. E speriamo che porti tutta la fortuna che deve.

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