Start Now, Download Oval. App Store Google Play

Discover tips and tricks on how to save and invest money by Oval Money

"Sapevate che, in Italia, fino all'abolizione dell'autorizzazione maritale del 1919 le donne erano subordinate alla volontà del marito nel poter gestire o meno il patrimonio familiare?".

Da quando ho iniziato la mia personale battaglia con le mie amiche riguardo alla loro autonomia nel settore dei risparmi e degli investimenti, ho studiato questa frase ad effetto con cui inizio sempre i miei discorsi: peccato che riveli un fatto assolutamente vero!

In Italia venne abolita 100 anni fa la cosiddetta legge Sacchi, che disciplinava la capacità giuridica della donna: non è passato poi molto, insomma, da quando le donne dovevano chiedere il permesso al marito per la gestione del patrimonio familiare!

100 anni dopo l'abolizione dell'autorizzazione maritale, a che punto siamo?

Peccato che, nel 2019, le cose per le donne italiane non vadano bene come potrebbero far pensare i tempi assai diversi: dai dati della ricerca Episteme con il Museo del Risparmio di Torino emerge un quadro triste e anche un po' allarmante.  

Quello che è subito dichiarato tra le "Evidenze" è che, su un campione variegato dal punto di vista di età, titolo di studio, residenza, professione e tipologia di famiglia, gli uomini sembrano ancora possedere:

  • redditi più alti;
  • maggiore propensione al risparmio ed agli investimenti;
  • maggiore interesse per queste tematiche.  

Esiste, per fortuna, un barlume di speranza, con una bella eccezione: le laureate tra i 25 ed i 44 anni, più allineate agli uomini in conoscenze, attitudini e propensione verso queste tematiche.

Uomini e donne: rischio versus progettualità


Ne avevamo parlato tempo fa: in parte, la differenza di atteggiamento tra i due sessi si spiega anche da un punto di vista biologico, per cui gli uomini avrebbero una connaturata propensione al rischio più alta che fa sì che questi temi facciano su di loro maggior presa, in vista di guadagni che si prospettano maggiori, per cui il gioco sembra valere di più la candela.

Così ragionando, però, vediamo solo una metà della medaglia: come sottolinea Katrine Marçal nel suo libro "I conti con le donne. Come gli economisti hanno dimenticato l'altra metà del mondo", senza la madre che lo accudiva e faceva sì che lui avesse le condizioni materiali per poter lavorare, anche il grande economista Adam Smith si sarebbe trovato in difficoltà nell'elaborazione delle proprie teorie.

Bisogna rimettere al centro e valorizzare il concetto di cura di cui le donne si fanno naturalmente portatrici: questo il concetto espresso dal libro e condiviso anche da Debora Rosciani, che nel suo libro "Donne di denari. Le strategie vincenti per gestire i tuoi soldi" riflette su come rendere più vicine alle donne le tematiche di risparmio ed investimento.

Invece che presentarli da un punto di vista maschile, sarebbe forse utile, ragiona la Rosciani, far leva su caratteristiche di questi temi che le donne possano sentire più vicini:

  • la pianificazione : per natura, noi donne siamo spesso più portate al pensiero strategico rispetto a quello tattico, così come a pensare sul lungo termine più che sul breve. Per questo, puntare sul nostro essere più caute e lungimiranti, insegnando i principi di una buona pianificazione finanziaria, può essere una chiave vincente;  
  • l'altruismo, il pensare più agli altri che a noi: sono stati già individuati i limiti, in economia, di un egoismo razionale come quello esposto da Adam Smith per cui, perseguendo ciascuno i propri interessi, l'economia ne gioverebbe. Le donne, come evidenzia la Rosciani, pensano spesso più ai figli che a loro stesse, con il risultato di effettuare investimenti e azioni che avranno il proprio esito nel lungo termine.
  • la progettualità della creazione di un "nido": la Rosciani evidenzia una ricerca di Immobiliare.it che sottolinea come il 61% degli utenti in cerca di casa sarebbero donne, che siano single o in coppia. La stabilità che siamo in molti casi portate a ricercare può avere esiti positivi su una società in continua evoluzione quale quella di oggi.    

Donne senza un conto corrente

Peccato che tutti questi rimangano molto spesso semplici propositi sulla carta: la ricerca evidenzia come "le donne vedono ampliarsi lo spettro dei loro compiti, con l'assunzione di responsabilità e impegni prima tradizionalmente maschili", ma questo continui ad accompagnarsi ad uno squilibrio nella ripartizione dei compiti di casa, tra pulizie e cura dei figli, ancora delegati soprattutto alle donne.

Insomma, una crescita di mansioni e responsabilità senza prevedere una maggiore ripartizione.

Quando parliamo di possesso di conto corrente e di investimenti, troviamo dati preoccupanti: solo un 67,2% su un campione di 752 donne avrebbe un conto corrente e lo gestirebbe anche in totale autonomia e solo il 19,8% delle donne tra i 35 ed i 44 anni investirebbe una buona parte dei propri risparmi.

"Nelle donne soprattutto si riscontra una più alta sensibilità al tema della protezione:  risparmiare diventa dunque una forma di cautela verso un futuro ignoto, dunque una risposta a un forte bisogno di sicurezza."

Protezione, sicurezza e cautela continuano ad essere parole ricorrenti: insomma, c'è da rimboccarsi le maniche, ma in compenso non brancoliamo nel buio per capire da che punto di vista approcciare la questione, la strada è già tracciata!  

Per iniziare a riflettere su queste tematiche ti consiglio la lettura dei libri di cui ho parlato: "Donne di denari. Le strategie vincenti per gestire i tuoi soldi" di Debora Rosciani  e "I conti con le donne. Come gli economisti hanno dimenticato l'altra metà del mondo" della svedese Katrine Marçal.

Per iniziare a prendere a cuore una tematica e decidere di cambiare qualcosa nel proprio atteggiamento c'è sempre bisogno di informarsi, per iniziare a pensare e a vedere la tematica con la propria testa!

Scarica l'app

#BeMoneyWise

App Store Google Play