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Torna Stranger Things e, con il telefilm più atteso dell’estate, torna anche la "Anni ‘80 mania", quel misto di nostalgia e di orgoglio per essere stati bambini in uno dei decenni più magici e assurdi della storia dell’uomo.  

Chi c’era li ricorda sicuramente con affetto e, di certo, ha avuto a che fare con una serie di aggeggi che, anche se oggi sembrano pezzi di antiquariato, una volta era degli irrinunciabili must.

Vediamone alcuni. Tanto, ne siamo certi, te li ricordi o meglio ancora, li hai in cantina, e potresti provare a venderli per raccimolare un gruzzoletto da versare nel tuo conto Oval.

Il walkman


Senza walkman e senza la musica ascoltata da soli, per ore, senza che nessuno ci dicesse di abbassare il volume, forse non saremmo diventati quello che siamo oggi. I primi walkman erano di plastica leggera e sottile, di quella che si rompeva subito (il primo a saltare, tipicamente, era lo sportellino, ma poco male, funzionava anche senza) e si ascoltavano con delle grosse cuffie esterne (i primi auricolari erano ancora di là da venire).

Nonostante questo, erano ingombranti e pesanti e attaccati alla cintura ci facevano andare in giro per le città come fossimo dei pistoleri moderni. La qualità del suono lasciava molto (ma proprio tanto) a desiderare e i nastri delle cassette si incastravano di continuo negli ingranaggi del mangianastri. Poco male, bastava una penna e si aggiustava tutto.

Le cassette

Diretta emanazione del walkman le ‘cassettine’ erano le antesignane delle moderne playlist: prendevi le tue canzoni preferite dalla radio o da altre cassette e le mettevi tutte in un unica compilation, da ascoltare ininterrottamente per mesi.

Non solo. Potevi stare certo che se qualcuno si prendeva la briga di fare una cassettina per te, potevi stare certo che ti amava. Valeva più di 100 lettere d’amore.

Il commodore 64

Il commodore 64 non era un computer. Era IL computer. Il primo, l’indimenticabile, l’indimenticato. Lento, rumoroso e ingombrante, si collegava allo schermo del televisore e funzionava con programmi che giravano su cassette da inserire in un apposito mangianastri, il datassette.

Preistoria. Sembrava un astronave, e in parte lo era. Una figata.

I telefilm e i cartoni: sempre e solo alla stessa ora

Il pomeriggio dei bambini degli anni ‘80 era fitto di impegni.

Prima i cartoni di Bim Bum Bam (grandi classici del genere, erano “Mila e Shiro”, “Holly e Benji”, “Occhi di Gatto”, “Lady Oscar”) e poi, subito dopo i telefilm del preserale. Tra tutti? L’accoppiata “Supercar” e “A-Team”.

Il Burghy

Molto prima di McDonald's e soprattutto molto prima della mania degli hamburger gourmet che riempiono le nostre città oggi, c’era il Burghy, risposta tutta italiana ai fast food moderni: aveva tutto, i menù, le patatine, i cheeseburger.

Ed era tutto buonissimo. Altro che Masterchef!

Il telefono fisso

“Pronto, buongiorno signora…”: niente chat, niente social, niente cellulari. C’è stato un tempo in cui per parlare con i tuoi amici dovevi alzare il telefono e chiamare sul numero di casa. Questo comportava almeno tre problemi: primo, le telefonate si svolgevano in salotto, dove tutti potevano sentire quel che dicevi (quindi niente segreti).

Secondo: rispondevano quasi sempre i genitori e ti toccava una lunga procedura di presentazioni, scuse e richieste di permesso: una sofferenza. Terzo: a casa, a fine mese, arrivavano bollette stellari che costavano un sacco di soldi ai nostri genitori e lunghe punizioni a noi. Quarto: per limitare le telefonata, a volte in casa comparivano i contascatti e, nei casi più drastici, i lucchetti sui telefoni. A disco, ovviamente.

I palinsesti della TV

Pochi canali, solo 6 più qualche tv locale, con un repertorio di film molto limitato. Una combinazione che faceva sì che in televisione ci fossero sempre le stesse trasmissioni e gli stessi film che, a furia di vederli e rivederli, diventavano dei superclassici.

Per esempio? Dirty Dancing,  Ladyhawke,  Scuola di Polizia, Corto Circuito, I Goonies, Piramide di Paura….Ma anche gli italianissimi Scuola di Ladri, Pompieri, Grandi Magazzini, Banana Joe, Un povero ricco….Certo non era esattamente cinema d’autore, ma per aspettare l’ora di andare a dormire andavano benissimo.

E poi…. Mica c’era “Stranger Things” su Netflix, no?

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