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Ricordi quel lunghissimo - e liberatorio - aperitivo dopo il diploma o la discussione di laurea? Ricordi quando, stretto tra le mani il famoso ‘pezzo di carta’, ti sei ripromesso di non toccare più un libro?

Ecco. Se ricordi quell’euforia, quella stanchezza da ultimo giorno, e quella promessa fatta a te stesso, allora probabilmente sei anche tra quelli che sanno che, passato il momentaneo entusiasmo e la stanchezza, il - cattivo - proposito di non studiare più è stato rapidamente archiviato.

Un po’ perché fa parte della natura degli esseri umani aver voglia di imparare cose nuove, che sia con o senza libri, professori ed esami. Un po’ perché, a volte, è lo stesso mondo del lavoro a chiederci di acquisire nuove conoscenze e specializzazioni.

Si torna a scuola!

L’idea di tornare a scuola fa capolino nella mente di tanti: in base ai dati messi a disposizione dalle università italiane, sono circa 8.000 gli studenti che si iscrivono ogni anno per una seconda laurea, e secondo l'Istat un totale di un milione e 124 mila persone ha conseguito un nuovo diploma dopo l’università, che fosse master o seconda laurea.

Certo, per rimettersi sui libri dopo tanti anni, magari già con un lavoro e una famiglia, ci vuole molta volontà. In genere chi lo fa ha una motivazione molto forte, trattandosi di una decisione che comporta un grande impegno in termini di tempo e di denaro.

In generale, i casi più comuni sono due: si ricomincia a studiare per ridare vigore a una passione che, a suo tempo, si era sacrificata per scegliere una prima laurea orientata al mondo del lavoro - è il caso tipico di chi, per la seconda laurea sceglie il Conservatorio, o facoltà teoriche come Matematica. Oppure, nel secondo caso, si riprendono gli studi perché al primo giro la scelta era caduta su una facoltà che assecondasse le inclinazioni, sacrificando le richieste del mondo del lavoro - quindi per rimettersi in gioco, con obiettivi e scopi diversi, più concreti.

Scegliere bene

Se appartieni al primo gruppo, e dunque hai scelto di tornare sui banchi per dare ascolto alle tue passioni, non possiamo darti consigli, ma solo augurarti buona fortuna!

Se invece hai deciso di ricominciare a studiare perché vuoi spremere il più possibile il tuo lavoro, allora possiamo consigliarti di valutare se sia il caso di scegliere una laurea o un master.

Come spesso nella vita, dipende. Se hai  intenzione di continuare a lavorare nel tuo campo e stai studiando solo per specializzarti, allora il nostro consiglio è quello di scegliere un master, magari in formula Executive - concentrato nei weekend. Si tratta di una scelta talmente comune che, secondo i dati Alma Laurea, tra chi frequenta un master di secondo livello - ossia uno di quelli per accedere ai quali occorre avere già una laurea - 5 studenti su 7 sono lavoratori.

L’offerta dei master è cresciuta in modo esponenziale rispetto a pochi anni fa. Tutto questo è al contempo causa ed effetto del loro crescente successo: i tassi di occupazione per chi ha seguito un master superano, secondo AlmaLaurea il 90% e anche le retribuzioni medie per chi si affaccia, o riaffaccia, sul mondo del lavoro con un titolo di master post-laurea sono più alte di almeno 800-1000 euro.

L’unico problema sono i prezzi. Se intendi frequentare un master devi fin da ora metterti nell’ottica che i costi possono essere molto impegnativi. Si va dai circa 5.000 euro per i master proposti dalle università pubbliche, fino ai prezzi decisamente più alti degli istituti privati. Il record spetta al Master in Business Administration dell’Università Bocconi di Milano. Si tratta, va detto, di uno dei corsi post-laurea migliori del mondo, non solo d’Italia. Ma frequentarlo può costare più di 60 mila euro.

Laurea nuova, lavoro nuovo


Se invece quello che vuoi dalla tua seconda occasione è un completo cambio di vita, lavoro e aspirazioni, allora la tua scelta potrebbe cadere su un corso di studio del tutto nuovo. In questo caso, abbiamo due notizie per te: una buona e una cattiva.

Quella buona, è che i costi di una laurea ex novo sono limitati e sono, in buona sostanza, solo quelli di rette e libri di testo (anche se a questi costi, specie se sei libero professionista, dovrai sommare i costi del mancato lavoro per le ore dedicate allo studio). In linea di massima, comunque, i costi non dovrebbero superare i 3.000 euro all’anno.

La notizia cattiva, è che i tempi sono molto più lunghi di quelli di un master. Nella migliore delle ipotesi, se la tua precedente laurea viene riconosciuta e parte degli esami convalidati, dovrai frequentare corsi, esami e appelli per almeno 2 anni.

Scegliere con cautela


Prima di scegliere il nuovo corso di studi, potrebbe farti comodo dare un’occhiata ai dati di Unioncamere sui fabbisogni occupazionali tra il 2018 e il 2022. Secondo queste previsioni, i posti di lavoro disponibili per i laureati, nei prossimi tre anni, saranno 778 mila.

Di questi, un quarto si rivolgeranno a chi ha una laurea nel settore economico-sociale - specie legati a tutto ciò che è economia statistica; l’altro quarto, a sorpresa, si sarà destinato ai laureati nell'area umanistica. Il 18% dei futuri lavori invece, sarà per ingegneri e architetti. Lo stesso invece varrà per i futuri medici - anche se, dovendo scegliere una seconda laurea, ci sentiamo di sconsigliare una facoltà così lunga. Fanalino di coda nella gara per creare futuri occupati è invece l’area scientifica (matematica, fisica, chimica, farmacia, ecc.) e quella della giurisprudenza, ai cui laureati sarà destinato solo il 7% dei futuri posti di lavoro.

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