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Abbiamo iniziato a capire insieme cos’è la PSD2 e perché è stata introdotta, adesso facciamo un piccolo passo avanti, immergendoci nell’impianto regolatorio ed esaminando i requisiti che banche ed esercenti dovranno rispettare nei confronti dei propri clienti.

Il layout della nuova normativa poggia su tre pilastri principali: sicurezza, trasparenza e standard tecnologici.

Cosa significa essere trasparenti in ottica PSD2? Trasparenza significa prima di tutto riconoscere maggiori diritti agli utenti localizzati nell’Unione Europea, che potranno avere voce in capitolo su ciò che riguarda le proprie informazioni bancarie.

La sicurezza in ambito PSD2 prevede l’introduzione dei requisiti SCA (Strong Customer Authentication) con l’obiettivo di ridurre il rischio di frode. Per dimostrare la propria identità e avere così accesso ai propri dati o ai propri account, gli utenti dovranno effettuare almeno due azioni indipendenti di verifica.

Strong Customer Authentication (SCA), di cosa parliamo?

La Strong Customer Authentication introdotta con la PSD2, avrà un grande impatto sulle modalità con cui gli esercenti potranno richiedere i pagamenti dai propri clienti. La nuova modalità di autenticazione dell’identità a due fattori, porterà infatti ad un leggero prolungamento del processo di checkout, rendendolo tuttavia più sicuro.
Per effettuare un pagamento sarà infatti necessario fornire almeno due prove di identificazione tra le seguenti:

- Conoscenza: un elemento che solo l’utente conosce, come un PIN o una password;

- Possesso: qualcosa che solo il cliente possiede, come lo smartphone o la carta di pagamento;

- Inerenza: qualcosa di unico che caratterizza il singolo utente, come le impronte digitali.

Nella prima bozza della PSD2 questo processo a due fattori doveva essere applicato a tutte le transazioni. Sono state tuttavia concesse alcune deroghe, elencate nei Regulatory Technical Standards - come nel caso dei pagamenti contactless effettuati di persona che prevedano singole transazioni fino a 50 €, con un valore cumulativo di 150 € o un massimo di 5 transazioni. Rientrano tra le esenzioni anche i pagamenti online con transazioni singole che non superano i 30 €, fino ad un valore massimo di 100 € o di 5 transazioni.

I consumatori potranno memorizzare gli esercenti da cui acquistano più spesso oppure riconoscere i pagamenti ricorrenti effettuati verso lo stesso beneficiario, in cui l’importo è sempre lo stesso - così che le future transazioni non richiedano ulteriori controlli di sicurezza.

Ci riferiamo qui agli standard tecnologici a cui le terze parti (Third Party Providers - TPP), tra cui Oval, devono sottostare per ottenere l’autorizzazione da parte delle istituzioni bancarie alla lettura delle informazioni dei conti correnti dei clienti e all’avvio delle transazioni.

Queste nuove regole obbligano le banche a consentire l'accesso alle informazioni bancarie, per permettere agli utenti di condividere le proprie informazioni con provider terzi, se ne fanno richiesta. Naturalmente ciò che ne deriva è l’abbassamento delle barriere di uscita da una banca all’altra e la possibilità per i consumatori di utilizzare servizi finanziari alternativi come Oval, non forniti dalle banche tradizionali.

L’obiettivo dei tre pilastri della direttiva PSD2 è proprio quello di spingere il sistema bancario Europeo verso l’accettazione dei principi dell’open banking - portando le banche, tradizionalmente operative in un sistema chiuso e obsoleto, a confrontarsi con nuove forze competitive.

Come abbiamo potuto vedere, ampliando la sfera dei diritti degli utenti nel settore finanziario, la PSD2 porterà notevoli benefici sotto numerosi punti di vista.

In tema trasparenza, i termini e le condizioni dovranno essere chiari e immediati, dando la possibilità ai consumatori di fare scelte informate. Anche in caso di controversia, le tempistiche saranno limitate: la PSD2 richiede infatti ai fornitori di servizi finanziari di risolvere le controversie in maniera appropriata e in un arco temporale ragionevole. Ad esempio, i providers dovranno rispondere entro massimo 15 giorni nel caso in cui il cliente finale non abbia disponibilità di fondi alternativi.

Come parte della nuova regolamentazione sui ricorsi, la PSD2 indica come dovranno essere segnalati gli episodi critici: sia che si parli di rimostranze degli utenti, sia di problemi del sistema o di altre tematiche relative. I fornitori di servizi finanziari (come Oval) dovranno quindi rispettare limiti temporali stabiliti, per riportare le controversie alle autorità competenti.

Altro tema fondamentale è quello dell’accantonamento dei fondi. La PSD2 richiede agli emittenti delle carte di rendere disponibili i fondi ai clienti nel momento stesso in cui l’ammontare depositato è stimato. Ad esempio, in alcuni settori come autonoleggi o hotel, spesso viene richiesto di depositare una somma a conferma di una prenotazione. In questi casi, l’ammontare viene accantonato o bloccato nel conto del cliente prima della conferma finale, che darà il via al prelievo dell’intera somma. Quando la prenotazione viene definitivamente confermata, l’esercente deve informare il cliente, il quale dovrà autorizzare il prelievo dell’intera somma.

La parte finale della PSD2 regola inoltre il divieto di sovrapprezzi su determinate transazioni effettuate con carta, andando ad integrare la già esistente IFR (Interchange Fee Regulation) emanata nel Giugno 2015. I prodotti coinvolti sono carte di credito, carte di debito e carte pre-pagate, sulle quali sono vietate soprattasse in tutto il territorio Europeo.

Le carte commerciali non sono necessariamente soggette alle stesse regole. Gli stati membri dell’Unione Europea hanno infatti la facoltà di legiferare sulle carte commerciali: Francia, Italia e Svezia sono tra i paesi che hanno scelto la via della non tassazione. La Gran Bretagna ha scelto all’opposto, di autorizzare i sovrapprezzi sulle carte commerciali, insieme a Germania e Paesi Bassi.

La PSD2 è stata pensata per portare un impatto positivo su tutti gli utilizzatori di servizi di pagamento, in particolare sul cliente finale. Quali saranno i cambiamenti principali?

Il diritto al “rimborso in otto settimane” già riconosciuto ai consumatori dal SEPA Direct Debit Scheme, viene ora racchiuso nella legge europea dalla PSD2. I retailers inoltre non avranno più la possibilità di sovratassare i clienti, laddove siano già previste fee aggiuntive sui pagamenti con carte di debito o di credito.

Un utilizzatore di un servizio di pagamento può interrompere un contratto nel caso in cui un servizio gratuito diventasse a pagamento, dopo un periodo di 6 mesi invece di 12.

Subentreranno inoltre regolamentazioni più stringenti in altre aree di interesse, come ad esempio l’attivazione di pagamenti elettronici (in particolare i pagamenti online) e nella protezione dei dati finanziari dei consumatori.

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