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Ho sempre detestato la routine.

Quindi l’idea di scoprire altri paesi, conoscere culture nuove e sperimentare nuovi contesti mi ha sempre incuriosito. Appena potevo, partivo per weekend in giro per l’Europa. A diciannove anni ho visitato gli Stati Uniti per la prima volta e nel 2016, grazie ad una trasferta di lavoro, ho vissuto per un paio di mesi a San Francisco. Mind-blowing, come direbbero lì.

Quell'esperienza ha lasciato il segno, e da lì in poi la passione per i viaggi si è fatta sempre più viva.

Il viaggio è la chiave di volta

Credo che la voglia di viaggiare nasca come soluzione a dubbi e incertezze della vita di tutti i giorni. Fino all’anno scorso, vivevo con la mia compagna in un piccolo appartamento nel centro di Torino: lavoro sicuro, vita abitudinaria. Lavoravamo entrambi moltissimo, avevamo poco tempo per noi e sentivamo che la nostra vita non ci rendeva Felici - con la F maiuscola.

Da un mese all’altro, abbiamo smesso di lamentarci della routine e abbiamo deciso di cambiare concretamente la nostra vita. Ci siamo licenziati, abbiamo scelto poche cose da portare con noi e, zaino in spalla, siamo partiti per Bali. Ci siamo concessi 5 mesi di viaggio, ben 156 giorni in giro per l’Asia.

Ho lasciato il posto fisso con l’idea di continuare a lavorare come freelance da remoto. Questa è la fortuna di essere un designer: tutto ciò di cui ho bisogno sono un computer e una connessione internet. Viaggiare oggi è molto più semplice di quanto poteva esserlo 20 o 30 anni fa: in Asia, ad esempio, acquistando una SIM locale hai una connessione internet talvolta migliore di quella italiana, e molte strutture offrono il Wifi.

Fare i conti con le difficoltà

Il tasto dolente per me, in viaggio, è la gestione del tempo.

A volte, la curiosità e gli stimoli sono talmente tanti che è dura aprire il pc. Ma il pensiero che il lavoro sia lo strumento che mi permette di viaggiare ancora, fa diventare interessante anche il progetto più noioso.

Quando si lavora viaggiando, bisogna sempre tener presente che gli imprevisti sono dietro l’angolo: pensavi di raggiungere la prossima città in poche ore e invece ti ritrovi bloccato su un autobus, la connessione diventa lenta non appena ti sposti dal centro abitato, il computer è scarico e non hai prese elettriche a disposizione: questi sono solo esempi di fatti realmente accaduti.

Per questo motivo, ora, sfrutto al massimo i momenti in cui la connessione è più potente, carico il pc ogni volta che posso e lo tengo sempre a portata di mano, così da poter lavorare anche sui mezzi di trasporto e ottimizzare i tempi.

Vuoi viaggiare? Ti basta risparmiare


Avevamo un po’ di risparmi, messi da parte senza sforzo utilizzando quotidianamente Oval - non mi dite che non la conoscete! - e abbiamo pianificato il nostro viaggio basandoci su un budget massimo stimato su quei risparmi. I soldi guadagnati lavorando in giro per l’Asia sarebbero stati un extra, non una necessità.

La nostra filosofia di viaggio è semplice: vivere il più possibile come i locali. Ti assicuro che, viaggiando così, non servono tanti soldi. Come? Utilizza i loro mezzi di trasporto, mangia nei loro ristoranti e rispetta il più possibile la cultura dei luoghi che visiterai. Sii un viaggiatore, non un turista. In Asia, ad esempio, il costo della vita è davvero basso e se mangi nei mercati anziché nei bar turistici, se ti muovi con bus e treni notturni anziché voli interni e taxi privati, se osservi la vita nelle strade anziché chiuderti in negozietti pieni di souvenir, allora davvero puoi vivere con poco e trarre il meglio dalla tua esperienza.

Come risparmiare quando sei lontano da casa

Ci siamo dati un budget giornaliero, ma non lo abbiamo mai vissuto come un limite e non ci siamo mai negati nulla: basta bilanciare le uscite. Per noi evitare souvenir e ristoranti costosi non è un peso, è semplicemente il nostro modo di vivere. Non abbiamo mai fatto delle vere e proprie rinunce, ma delle scelte.

Viaggiare di notte, ad esempio, ci permette di risparmiare sul costo della pernottamento e nel frattempo di spostarci verso la prossima destinazione. Prima di viaggi lunghi, poi, cerchiamo sempre di comprare del cibo da asporto o degli snack: come in tutto il mondo, mangiare nelle aree di sosta lungo la strada è più caro.

Altri trick? Evitare tour organizzati e agenzie turistiche: pianificando le escursioni da soli siamo riusciti a vedere tutto ciò che ci interessava, pagando solo i costi effettivi. Viaggiare in questo modo ci ha permesso di addentrarci ancor di più nella vita del luogo e scoprire punti d'interesse lontani dalle rotte turistiche, a volte molto più belli di quelli famosi. Inoltre, non dimenticare che nella maggior parte dei paesi asiatici, contrattare fa parte della cultura: non bisogna essere aggressivi, basta “giocare" sul prezzo finale.

Scoprire una nuova quotidianità, e un nuovo Io

Questo è senza dubbio uno degli aspetti più emozionanti del viaggio. Vivere la quotidianità in paesi così diversi, infatti, ci ha portato fuori dalla nostra comfort zone e ci ha permesso di metterci in gioco e migliorarci.

Per riuscire davvero a immergerci nella quotidianità di paesi come il Myanmar, l’India e la Thailandia, abbiamo imparato a camminare in punta di piedi, ad osservare i loro usi e costumi accettando le loro abitudini senza giudizi, a rispettare i luoghi e le persone nel senso più profondo del termine. Imparare ad adattarsi ad ogni situazione, rapportandoci con culture, religioni e filosofie che conoscevamo poco, ci ha regalato una nuova prospettiva e un nuovo approccio alla vita.

Viaggiare in coppia è una delle esperienze più intense, forti e complesse che si possano fare. È un viaggio nel viaggio: la scoperta di sé stessi, dell’altro e della coppia. Condividere ogni momento, coordinare e conciliare rispettivi ritmi ed esigenze e ascoltare l’altro senza dimenticare sé stessi, diventano passaggi fondamentali per stare bene. Non ci nascondiamo dietro un dito: abbiamo avuto i nostri momenti No, le discussioni di una vita insieme 24/7, ma abbiamo imparato ad affrontare ogni problema riscoprendo una complicità maggiore di prima.

Il viaggio dà, non toglie


Credo fermamente che viaggiare ci abbia migliorato come persone, insegnandoci ad avere più consapevolezza delle nostre esigenze. Che ci abbia dato la chiave per stare bene? Sicuramente, quella per stare meglio. E quando stai bene con te stesso, la coppia non può che trarne forza e giovamento.

Viaggiare è un’esperienza meravigliosa, lo strumento che elimina quei pregiudizi e preconcetti che tutti abbiamo fin dalla nascita. È uno stimolo ad imparare sempre cose nuove, a conoscere culture lontane e a mischiare il proprio stile di vita con uno più esotico, semplice, colorato.

E questo si riflette anche nel lavoro: la creatività si risveglia, grazie a nuovi stimoli e idee; ogni progetto ne trae vantaggio e i blocchi creativi spariscono: è come se tutte le porte della nostra mente fossero aperte.

Per noi viaggiare è diventato l’unico modo per sentirci sulla strada giusta, per questo lo consigliamo a tutti. Infatti, abbiamo deciso di non fermarci qui. Con un altro gruzzoletto messo da parte grazie agli Step di Oval - se siete persone attive come noi, lo Step Fitness vi stupirà - ripartiremo a breve per un’esperienza ancora più lenta che ci porterà a fare del viaggio, la nostra vita.

Asia, felici di rivederti!


La nostra prossima meta? Torniamo in Asia, questa volta però senza prendere aerei: ci sposteremo solo via terra. Attraverseremo Russia, Mongolia e Cina, scopriremo altre culture e ci arricchiremo di immagini, suoni e sapori nuovi.

Stavolta non abbiamo una data di ritorno perché di tornare, in realtà, non ne abbiamo voglia. Forse arriveremo in Australia, forse riusciremo a farlo senza volare - o forse no. Non abbiamo un programma preciso perché abbiamo imparato a lasciarci andare, godendoci il presente più che pensare al futuro. Go with the flow.

Se volete viaggiare con noi attraverso le nostre foto e i nostri racconti, potete seguirci sulla nostra pagina Instagram coconut’n’banana.

Chissà che un giorno non venga voglia anche a voi di partire e, magari, ci incontreremo dall’altra parte del mondo.

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