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Hai mai pensato di comprare casa? La risposta, probabilmente, è si.

Succede a tutti, tranquillo: non ti stai trasformando in un noioso pantofolaio, stai solo iniziando a costruire il tuo futuro, dando forma, concretezza e solidità al tuo presente. Non è grave, anzi! E’ una scelta bella e coraggiosa, che profuma, in tutti i sensi, di nuovo.

Da dove cominciare

Se fai una ricerca tra gli appartamenti in vendita nella tua città, ti accorgerai che costano moltissimo. Da aggiungere al costo in sé, che difficilmente sarà inferiore a 150-200 mila euro, ci sono poi altre spese da considerare, come le spese notarili, l’agenzia, le imposte...Una "lista della spesa" che, a conti fatti, può aggirarsi sui 10 mila euro.

C'è da fare bene i conti, senz'altro. Intanto, però, ho pensato di fare una ricerca delle città in cui conviene comprare per contenere i costi - e stilato una lista delle note dolenti che incontrerai lungo tutto l'iter d'acquisto, con una lieta sorpresa alla fine.

Dove conviene comprare un appartamento

Prima, la parte divertente: dedicarti alla scelta della tua futura casa. Per darti un’idea delle quotazioni di mercato nelle principali città italiane abbiamo chiesto a Tecnocasa, una delle più grandi reti di agenzie immobiliari italiane, di fornirci una mappa delle città più economiche in cui comprare, con un budget ipotetico di 200 mila euro.

Le più care? Roma, Milano, Firenze

Nel nostro viaggio immaginario abbiamo scoperto che le città in cui si fanno gli affari migliori sono Genova e Palermo: lì, con il nostro budget, si può comprare una casa tra i 167 e i 197 metri quadri.  

Peggio vanno le cose nelle città più care d’Italia: a Roma, Milano o Firenze, dobbiamo ridurre di molto le nostre aspettative. Nella Capitale, con la stessa cifra, possiamo permetterci un’abitazione di 67 mq, rigorosamente fuori dal centro. Milano è leggermente più economica: lì, riusciamo a comprare una casa da 70 mq; mentre a Firenze, arriviamo a 76 mq.

A metà classifica si collocano Napoli, dove con la stessa cifra ci si assicura una casa da 93 mq, Bologna (dove puoi comprarne una da 103 mq), Torino e Verona (139 mq) e infine Bari (141 mq).

Parliamo adesso di spese che dovrai considerare per poter realizzare il tuo sogno.

Il Notaio (che costa molto, molto meno di quanto pensi)


La procedura di rogito, ossia l’atto con il quale diventi proprietario di casa a tutti gli effetti, è una delle più pesanti dal punto di vista economico. Contrariamente a quel che molti pensano, però, il costo non dipende tanto dall’onorario del professionista, quanto dalle numerose imposte che dovrai pagare. Quando uscirai dallo studio del notaio alleggerito di migliaia di euro, sappi che circa due terzi di quel che hai versato, in realtà, lo percepisce lo Stato.

Le imposte (dirette e indirette, a cui non si scappa)

Tra le numerose imposte (come la Tassa di archivio o quella ipotecaria e catastale) che salderai in sede di compravendita, la più corposa è quella detta ‘di registro’, il cui valore cambia di caso in caso, poiché dipende dalla rendita catastale dell'immobile, che varia a seconda della  grandezza e della zona in cui si trova. Per darti un'idea, per una prima casa del valore di 200 mila euro, verserai tra i 1.500 e i 2.000 euro. Questa cifra, sommata all’onorario del notaio e alle altre imposte, può arrivare a pesare circa 4-5.000 euro sui tuoi conti.

Anche l’agenzia vuole la sua parte

Se ti sei rivolto a un’agenzia immobiliare - come quasi tutti, al giorno d'oggi -, dovrai aggiungere anche questa voce al conto finale. L’agenzia, in genere, viene pagata in egual parte sia dal compratore che dal venditore, e l’importo che ciascuno versa è del 2 o 3% del prezzo dell’immobile. In pratica, se la casa che vuoi acquistare costa 200 mila euro, dovrai versarne 4.000 all’agenzia.

Aprire un mutuo costa

Se -come quasi tutti- non disponi dell’intera cifra necessaria all’acquisto, dovrai accendere un mutuo. La pratica, in banca, costerà in tutto circa 1.000 euro, indipendentemente dall'importo del finanziamento. In questa somma rientrano alcuni costi di verifica della banca, come le spese di istruttoria (gli accertamenti per capire se ci sono le condizioni per concedere un mutuo), quelle di perizia (la verifica del valore effettivo dell'immobile) e le spese per l’assicurazione sulla casa, obbligatoria quando si apre un mutuo, il cui costo varia in base alla compagnia scelta.

Una buona notizia: con mobili e ristrutturazioni si risparmia!

Da alcuni anni, è possibile detrarre dalla dichiarazione Irpef il costo dell’acquisto di mobili, grandi elettrodomestici di classe A+ (A per i forni) e ristrutturazioni. Attenzione, però: la detrazione va calcolata su un importo massimo di 10.000 euro, comprensivo di spese di trasporto e montaggio, pagati con bonifico o con carta di credito. La detrazione verrà poi ripartita su dieci quote annuali di pari importo. Ricorda: potrai beneficiare della detrazione solo se acquisti mobili ed elettrodomestici nuovi nel 2019, o ha realizzato interventi di ristrutturazione edilizia a partire dal 1° gennaio 2018.

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