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Gennaio è il mese dei buoni propositi e dei nuovi inizi, non potevamo scegliere un momento migliore per lanciare il nuovo Step Fitness!
Ebbene si, se ancora non hai iniziato, da oggi puoi tenere in forma le tue finanze mentre fai attività fisica collegando il tuo account Apple Health o Google Fit ad Oval. In questo modo potrai mettere da parte denaro ogni volta che percorri un certo numero di passi o una certa distanza, oppure "punirti", impostando una cifra da mettere da parte quando la pigrizia prende il sopravvento e il conta-passi rimane a secco.

Un progetto ambizioso e innovativo che ha entusiasmato l'intero team Oval e gran parte degli utenti, sono oltre 4.000 quelli che hanno attivato il nuovo Step a due settimane dal lancio.

Ma come siamo arrivati a svilupparlo? Abbiamo chiesto ad uno dei nostri front-end developer fitness addicted di raccontarci l'intero processo, dall'ideazione al rilascio.

Ciao Francesco, raccontaci la fase di ricerca!

Tutto inizia da una fase di discovery, nella quale abbiamo focalizzato la nostra attenzione sullo studio delle piattaforme Android e iOS e sul funzionamento di entrambe in relazione ai sistemi fitness.

Sono piattaforme native differenti. Per quanto riguarda i dati fitness, Android adotta un approccio in cloud (prende dati da Google Fit e manda al cloud, Oval fa richiesta e il giorno dopo riceve i dati) - iOS raccoglie e archivia tutti i dati fitness all'interno del singolo device.

Quali sono state le difficoltà nello sviluppo?

La vera difficoltà è stata capire come unificare i due sistemi - creare un layer in react native che unificasse le due piattaforme in modo tale da avere un unico tipo di chiamata che restituisse i dati nello stesso modo per entrambe.

L'approccio classico nello sviluppo di una funzione è quello bottom-up, che parte dallo sviluppo in nativo (la parte più grossa) e solo successivamente porta a sviluppare la struttura sovrastante.

Che approccio avete usato per uniformare i due sistemi?

Focalizzandoci sulla funzionalità utente, abbiamo intrapreso un approccio top-down.

Forti della nostra analisi preliminare, abbiamo prima realizzato le funzionalità dell'app dedicate all'utente e le logiche di calcolo del risparmio, chiamando la struttura nativa sottostante attraverso dei mockup. Solo successivamente abbiamo completato lo sviluppo implementando i layer di chiamate native, focalizzandoci quindi sulle funzionalità veramente necessarie.

Il lavoro più complesso è stato riuscire a normalizzare il modo di chiamare i dati in entrata e in uscita in modo che le due piattaforme fossero coerenti. I dati, infatti, non solo sono veicolati attraverso due canali differenti, ma presentano anche formati e modalità d'interrogazione diversi.

Ad oggi siamo i primi in Europa ad aver costruito una struttura in grado di connettere un'app di risparmio ad alcune funzionalità fitness di Android e iOS. Per questo è stata rilasciata in open source, così da dare la possibilità alla comunità di developer di integrare e migliorare ciò che abbiamo iniziato.

Cosa porti a casa da questa esperienza?

Le sfide in Oval non finiscono mai, questa volta ho imparato ad approcciarmi in maniera diversa ai problemi - testando, riprovando e dedicando molta energia alla fase di ricerca preliminare, fondamentale per conoscere a fondo le realtà con cui hai a che fare.

Abbiamo anche avuto modo di confrontarci con problemi che nessuno aveva mai affrontato prima, portandoli alla luce e restituendoli alla community online di sviluppatori, per continuare insieme ad elevare gli standard tecnologici del settore.

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