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Nel libro "I soldi in testa. Psicoeconomia della vita quotidiana", lo psicologo ed accademico Paolo Legrenzi esamina ad un certo punto alcuni principi che fanno sì che non pensiamo, nella nostra vita di tutti i giorni, come degli economisti, ma piuttosto come degli esseri umani fallibili: quello per cui non riusciamo ad abbandonare un impresa cui abbiamo già destinato molti dei nostri soldi (principio dei costi sommersi) e quello che ci fa sistematicamente ignorare i costi opportunità, non valutando le alternative di una certa scelta in termini di costi e benefici.

Lì per lì, Legrenzi potrebbe forse sembrare rimproverarci di non seguire principi di maggiore razionalità e di non essere più accorti, di non seguire la strada tracciata dagli economisti (anche se sarebbe strano, vista la sua attenzione e "adesione" a tematiche attinenti alla finanza comportamentale).

Tuttavia, poco dopo, la sua opinione emerge in tutta la sua differenza: i due principi precedenti dimostrano tutta la propria limitatezza nel fare fronte alla variabilità umana, non si può misurare o confrontare o monetizzare ogni cosa, dice Legrenzi. Si rischia infatti il paradosso enunciato da Oscar Wilde, che cita appunto Legrenzi, secondo il quale conosciamo il prezzo di tutto, ma il valore di niente.

E cosa ha a che fare tutto questo con il titolo dell'articolo, direte voi?

Ha molto a che fare: non pensate che alcune delle più belle storie di Natale ci parlino proprio di questo?

Cosa accomuna Canto di Natale, Una poltrona per due e The family Man, oltre al fatto di essere storie di Natale

Prendiamo Canto di Natale, la magnifica storia di Charles Dickens che continuiamo a raccontarci, a leggere e a guardare ad ogni Natale dal 1843, suo anno d'uscita.

La storia narra di Ebenezer Scrooge, un banchiere ricco, avaro e molto solo, che vive soltanto per accumulare altro denaro e che deride chi "perde tempo" nella preparazione e celebrazione del Natale. Ha allontanato tutti gli affetti, dalla fidanzata ai parenti, e sfrutta e trattiene fino alla chiusura anche la vigilia di Natale Bob Cratchit, il suo impiegato povero ma amato dalla sua famiglia. Nella notte più magica dell'anno, succederà qualcosa che farà ritornare Scrooge l'uomo che non è più da molto.

Una poltrona per due è uno dei film di Natale più trasmessi, un vero e proprio classico. Al centro della storia ci sono un manager di una finanziaria, ricco e povero di spirito, un uomo che vive di espedienti e due finanzieri che giocano con la vita delle persone trattandole come pedine. Anche qui, le cose si rimescoleranno e parecchio...

The family man è un altro classico che passa sulle nostre tv ad ogni Natale: un ricco uomo di successo di Wall Street, anche qui, che conduce una vita vuota e superficiale votata soltanto al lavoro. Ma come sarebbe stato se, un po' di anni prima, le cose con la sua fidanzata fossero andate diversamente? Il protagonista lo scoprirà presto...        

In tutti e tre i casi abbiamo dei protagonisti che maneggiano giornalmente il denaro, ne conoscono le leggi e dovrebbero avere un rapporto equilibrato con lo stesso.

In tutti e tre i casi, abbiamo invece dei protagonisti che, in nome del dio denaro, hanno abdicato alla speranza, ma anche alla volontà, di una vita felice, composta da ciò che tutti (o quasi) cerchiamo: degli affetti che ci facciano sentire amati e da amare, qualcuno accanto a cui stringerci nella notte più magica, dolce e piena di calore dell'anno, quella di Natale.

Non vi sembra di essere di fronte a tre protagonisti che conoscono, appunto, come dice Oscar Wilde e cita Legrenzi, il prezzo di tutto ed il valore di nulla?

Un rapporto sano ed equilibrato con il denaro e con i nostri risparmi non prescinde dal loro fine ultimo, che è quello di regalarci una vita piena e felice, come scopriranno i protagonisti delle nostre storie natalizie a lieto fine.

Vuoi coltivare anche tu un rapporto più equilibrato con i tuoi soldi, risparmiando per quello che per te conta davvero? Prova Oval Money!