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Avete mai provato a cercare sul vocabolario il significato del verbo "risparmiare"?

Se la risposta è no, oggi possiamo provare a farlo insieme: seguitemi, perché presto capirete il perchè di questa ricerca.

Sul vocabolario on line Treccani, tagliando e riassumendo, troviamo scritto questo: "1.a. Astenersi dall’usare, dal consumare una cosa, o limitarne l’uso e il consumo allo stretto indispensabile, per lo più in vista di future necessità [...] b. In partic., non spendere una certa somma di denaro, sia rinunciando a una spesa, a un  acquisto, sia ottenendo un ribasso, uno sconto [...]".

Avete mai riflettuto sul significato programmatico e rivolto al tempo futuro che è insito nell'idea di risparmiare?

Se leggiamo attentamente ciò che ci rivela il vocabolario, capiremo subito di essere di fronte ad un'azione saggia e previdente, che fa sì che ci asteniamo da un uso nell'oggi per mettere da parte per il domani.

Conoscerete probabilmente la favola della cicala e della formica che ci raccontavano da piccoli: mentre la previdente formica accumula provviste per l'inverno, la cicala, presentata come perdigiorno e amante della bella vita, la sbeffeggia dicendole che è meglio godersi l'estate, che di sicuro durerà ancora a lungo, invece di pensare prima del tempo al domani. Tuttavia, la stagione fredda dà ragione alla saggia formica, che aveva pensato per tempo al futuro: arriverà per lei il momento di sbeffeggiare la cicala, quando questa la pregherà di aiutarla a sopravvivere donandole qualcosa delle sue provviste. La formica si rifiuterà e, probabilmente, la cicala non vedrà una bella fine.

Ecco, secondo me questa favola non è proprio adatta ad insegnarci fin da bambini il valore del risparmio: chi di noi non si è ribellato all'idea della cattiveria dell'avara formica, che avrebbe potuto aiutare la cicala e insegnarle la lezione per l'estate successiva?

Fin da lì arriva un pregiudizio diffuso per cui chi è ricco e chi pensa per tempo al futuro risparmiando sarebbe anche un po' meschino e avaro di cuore: ci ribelliamo all'idea di condurre una vita triste in vista di un imprecisato domani.

Io vi propongo invece di iniziare a pensare al risparmio, se non l'aveste ancora fatto, come ad un dono che il me stesso di oggi fa per il me stesso di domani: lungi dall'essere una privazione e una fonte di tristezza, il risparmio dev'essere programmato in una cifra che non ci pesi e che sia sostenibile per le nostre entrate.

Meglio poco, ma costante, insomma!

Vi parlo di quest'argomento perché forse non lo sapete ancora, ma il 31 ottobre si festeggia la Giornata Mondiale del Risparmio: qui potete leggere di più!

E, per andare nella direzione di un risparmio vissuto come dono verso noi stessi e non come costrizione, vi segnalo questa versione alternativa della favola della cicala e della formica, preferita da Gianni Rodari:

"Chiedo scusa alla favola antica

se non mi piace l'avara formica.

Io sto dalla parte della cicala

che il più bel canto non vende, regala".

(tratto da Gianni Rodari, "Filastrocche in cielo e in terra", Einaudi Ragazzi, seconda ristampa novembre 1997, pag. 172)

Per iniziare a risparmiare fin da oggi, scoprite Oval Money!  

 

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