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Dovete prendere una decisione un po' difficile: magari si parla di un campo nuovo per voi, come quello dei risparmi e degli investimenti.

Che cosa fate normalmente, come prima cosa?

Chiedete in giro il parere di tutti i vostri amici che ci sono già passati, intavolate una discussione a riguardo anche con il macellaio che vi sta sporgendo lo spezzatino appena acquistato, oppure ricercate tutte le informazioni che potete, scandagliando Google fino a tarda notte, non ascoltate nessuno e decidete solo dopo aver messo giù una tabella comparativa con i pro e contro di ogni singola soluzione che avete letto?

Molto probabilmente, il vostro atteggiamento di fronte ad una decisione da prendere sarà un mix di queste due tendenze: la prima denota uno spirito gregario, la seconda una certa indipendenza di pensiero.

Siamo uomini o caporali?

La finanza comportamentale ha studiato l'istinto gregario, catalogandolo tra le svariate "trappole" che le nostre emozioni ci tendono, influenzando e "manomettendo" il nostro processo decisionale.

Difficile non giudicarla una tendenza negativa. Eppure, fin da piccoli, se ci pensate, siamo un po' dilaniati in mezzo ad esortazioni opposte.

Da una parte "Pensa con la tua testa! Sii la pecora nera, non ti conformare!", dall'altra:" Adeguati agli altri! Essere diversi è difficile, è brutto".

Già solo l'aggettivo "gregario" evoca, nella nostra epoca in cui l'anticonformismo è diventato un valore, scenari assai negativi, di cui troviamo conferma cercando sul dizionario: "b. agg. Da gregario, cioè privo di iniziative e di autonomia: spirito gregario. 2. agg. a. Di animali che hanno l’abitudine di vivere in aggregazioni (gruppi  familiari, branchi o frotte, o stormi) di carattere permanente o  temporaneo, anziché isolati; estens.: condurre vita g.; avere abitudini gregarie".

Quello che ci succede è che siamo trascinati dalle nostre emozioni del momento, o dalle tendenze del nostro carattere, senza neanche accorgercene: in questi casi, uno dei sistemi può essere automatizzare e prendere una decisione lucida all'inizio per non pensarci più, ad esempio destinando una parte dei nostri risparmi, su cui temiamo di fare pasticci, al salvadanaio virtuale di Oval Money.  

Ovunque ci giriamo, siamo in balia dell'emozione

Ci sono diverse trappole, sempre studiate dalla finanza comportamentale, che si porta dietro il fare solo e sempre da sé:

  • eccessivo ottimismo: facciamo da soli e ci va bene, quindi siamo portati a vedere con delle inappropriate lenti rosa tutto quanto. Può succedere quando azzecchiamo un investimento al primo tentativo che facciamo;
  • overconfidence: potremmo dire che, se il punto precedente è rivolto verso il mondo circostante, l'overconfidence è l'eccessivo ottimismo portato verso se stessi e verso le proprie capacità. Può capitare ad esempio a chi fa trading e che riesce a portare a casa, inizialmente, un bel guadagno. Magari era dovuto a quel frangente di Borsa o a quella azione fortunata, ma chi ne è affetto si prenderà ogni merito fino all'ultimo centesimo, sovrastimando il proprio ruolo in questo.

Chi è, invece, in balia dell'influenza del prossimo, può compiere diversi tipi di errori:  

  • chi è affetto da istinto gregario non bada ai "titoli" di chi ascolta: non penserà se colui che parla ha la preparazione e il ruolo per essere ascoltato, ma, nella sua ricerca di conferme e di pareri, l'elemento casuale di chi si troverà ad ascoltare per primo giocherà un ruolo decisamente troppo importante, e si sa che, quando parliamo dei nostri soldi come negli esempi che sto facendo, affidarsi al caso non è mai granché consigliato. Questo succede ex ante rispetto al processo decisionale, quindi prima di investire i propri soldi in un determinato strumento finanziario;  
  • se per caso abbiamo preso una decisione iniziale lucida ed affidandoci ad un esperto e non al primo che passa, non è ancora detto che possiamo cantare vittoria. Nulla di più facile, non appena la Borsa va giù, che ci facciamo prendere dal panico, ascoltando gli allarmismi dei Tg fino a tarda notte e cercando conferme a quello che pensiamo (che è un altro tranello della nostra mente, che tralascia tutte le informazioni contrarie): a causa delle nostre emozioni, spazziamo via in un attimo la scelta iniziale, a cui avremmo dovuto tener fede.  

Insomma, qualunque sia il nostro carattere, che siamo tendenzialmente anticonformisti o più portati ad ascoltare gli altri, le emozioni possono giocarci brutti scherzi, quando stiamo cercando di prendere delle decisioni oculate con i nostri soldi.

Per iniziare a risparmiare in modo più consapevole e sfuggendo alla trappola dell'emozione, scoprite Oval Money!

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